12 novembre, “Società benefit – Laboratorio Taranto”

Il prossimo 12 novembre, dalle 10.00, si terrà un grande evento sulla Responsabilità sociale d’impresa c/o la Camera di commercio di Taranto.
Intervengono: Luigi Sportelli, Presidente della Camera di commercio di Taranto; Domenico M. Amalfitano, Presidente del Centro di cultura per lo sviluppo “G. Lazzati”; sen. Mauro Del Barba, primo firmatario della legge sulle Società Benefit; Nicola Riccardelli, Notaio in Latina, coautore del 1° Report sulle società benefit in Italia curato da Universitas Mercatorum; il gruppo di lavoro Società benefit costituito presso l’Ente camerale.

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Aldo Moro: gli anni di Taranto

Maria Silvestrini

La locandina indicava un appuntamento culturale interessante per la nostra città “La giovinezza di Aldo Moro: gli anni di Taranto”, relatore il nipote dello statista il prof. Renato Moro docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sorprendente la risposta della città e particolarmente dei giovani a cui certamente sfugge la complessità e la valenza del professor Aldo Moro, politico e docente illustre. L’Aula Magna della sede tarantina dell’Università era gremita e lo è rimasta sino alla conclusione della scoppiettante relazione del prof. Renato Moro che ha sdoganato la figura dello zio dalle polemiche politiche e dalla sua tragica fine per mostrare il volto di un ragazzino studioso, profondamente attento al contesto in cui viveva, affettuosamente seguito da una famiglia coesa. Un profilo storico reso particolarmente piacevole dai tanti aneddoti che il prof. Renato ha voluto narrare come parte di un patrimonio familiare condiviso. Accanto al prof. Renato Moro il Magnifico Rettore dell’Università Uricchio ed il prof. De Marco, direttore della Biblioteca arcivescovile. uricchio e moro

Al centro della relazione l’importanza fondamentale della scuola e della famiglia nello sviluppo equilibrato di un adolescente, oggi come ieri, nel Liceo classico guidato in questo nostro tempo dal prof. Pasquale Castellaneta come negli anni ’30 dal preside Ridola. Tante le diapositive che ci hanno riportato ad una Taranto vivace, con un lungomare aperto alla balneazione e la Marina Militare ancora grande protagonista dello sviluppo economico e della società civile.

Aldo Moro giunse a Taranto con la famiglia nell’estate del 1923, aveva 7 anni. Suo padre Renato, rigido ispettore scolastico, vi era stato trasferito dalla sede di Potenza. La sua era una famiglia colta, il padre, originario di Galatina aveva un fratello magistrato ed uno medico. Sposò Fida Stinchi, nel 1913 ad Altamura, e formarono subito una coppia moderna dai comuni interessi culturali e con una profonda umanità che furono l’elemento caratterizzante della formazione dei cinque figli. Era una famiglia laica, con quel forte senso dello Stato che caratterizzava agli inizi del secolo scorso una parte del ceto medio meridionale, nell’adesione convinta ai presupposti risorgimentali propri dell’età liberale. Renato non era credente ma nemmeno anticlericale, mentre la madre, calabrese, era figura femminile singolare, animata da una forte sensibilità religiosa,  pervasa dall’idea che l’elevazione della persona passasse attraverso l’immedesimazione continua nella fede. Forse il vivere questa situazione di mediazione continua fra due figure così presenti nella sua vita, furono il lievito di quella capacità di Aldo Moro di cercare sempre i motivi che uniscono piuttosto che quelli che dividono.
Moro fece tutti i suoi studi nella scuola pubblica statale fino alla licenza liceale conseguita nel liceo Archita con ottimi voti. Aldo era studioso e capace di restare ore sui libri ad approfondire le singole materie ma la sua adolescenza fu anche altro. Amici carissimi Bruno Fornaciari e Riccardo Ridola. Frequentò il Circolo giovanile cattolico S. Francesco d’Assisi, assieme al fratello maggiore Alberto, presso il convento di S. Pasquale dei frati minori: un’esperienza significativa, specie quella in Azione Cattolica con il ‘gruppo del Vangelo’, di cui era animatore padre Michelangelo Ridola che lo guidò nei primi passi della sua vita spirituale conferendole quel tratto di intimità e riflessività interiore che lo ha sempre caratterizzato. Il suo rapporto col fascismo fu strettamente legato a quanto era necessariamente richiesto ad uno studente in quegli anni, la famiglia anche se critica, manteneva l’atteggiamento dovuto dai ‘servitori dello Stato’ ma certamente il mostrarsi distaccato non fu estraneo alle difficoltà di carriera dell’ispettore Renato Moro.

Della serata di venerdì 28 ottobre, organizzata dal Comitato per le celebrazioni del centenario dalla nascita di Aldo Moro, vanno sottolineate le performances canore dei piccoli della Scuola LorenziniElementare Lorenzini – Don Bosco e dei ragazzi del Liceo Archita. Uno spaccato delizioso quello delle voci bianche della Lorenzini che hanno aperto la serata cantando l’Inno d’Italia ed il ‘Va pensiero’, nel vasto proscenio dell’Aula magna i piccoli cantori in bianco hanno voluto ricordare la presenza di Aldo Moro il 28 ottobre 1967 all’inaugurazione della loro scuola. Poi, grandi, con una vocalità maestosa, gli alunni dell’Archita hanno invece intonato l’Inno alla gioia, inno europeo, nella lingua madre il tedesco.archita

Tanti gli applausi e tanti gli apprezzamenti per un incontro che ha coniugato la leggerezza di un percorso scolastico con la formazione del giovane Aldo Moro divenuto nel prosieguo uno dei maggiori protagonisti della vita politica italiana.

 

Convegno su “La giovinezza di Aldo Moro: i suoi anni a Taranto”

Venerdi 28 Ottobre, ore 17.30 aula magna dell’Università, ex Convento San Francesco, via Duomo, Taranto,

un appuntamento di rilevanza che lo stesso Presidente della Repubblica ha voluto premiare con un segno di rappresentanza: il prof Renato Moro, ordinario di storia presso l’Università di Roma3, parlerà della giovinezza  di Aldo Moro: i suoi anni a Taranto.

Dopo il riuscito oratorio del 23 Settembre, Continua la lettura di Convegno su “La giovinezza di Aldo Moro: i suoi anni a Taranto”

Taranto – “Progettare e gestire città e territori sostenibili”.

Nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione del territorio sui temi dell’economia civile, la Camera di commercio di Taranto, insieme al Centro di cultura per lo sviluppo “G. Lazzati”, organizzano per venerdì 14 ottobre 2016 dalle ore 15.30 alle ore 18.00, presso la Sala Monfredi della Cittadella delle imprese, un incontro pubblico di presentazione del corso di alta formazione “Progettare e gestire città e territori sostenibili”. Continua la lettura di Taranto – “Progettare e gestire città e territori sostenibili”.

Opzione BES per progettare un futuro sostenibile –

Articolo di Maria Silvestrini

Tre ore di intensa riflessione su quanto è importante oggi avere un sistema di rilevazioni ampio e condiviso che partendo dall’analisi integrata dei principali fenomeni sociali, ambientali ed economici del territorio, sia in grado di fornire indicazioni precise per la definizione
ex ante degli obiettivi di policy applicabili all’area e per la lettura in itinere ed ex post dei risultati ottenuti.
Un processo di lettura dei dati sensibili che, senza sostituire il PIL, lo integri con quelli che definiscono la qualità della vita dei cittadini.
Venerdì 14 ottobre 2016, in Camera di Commercio, il tema al centro di un nuovo paradigma di sviluppo è stato il BES, sistema di indicatori del Benessere Equo e Sostenibile di un territorio. Protagonisti la professoressa Filomena Maggino dell’Università di Firenze, il dott. Michele Dau Presidente del Comitato OCSE per lo Sviluppo Locale e direttore del CNEL, la professoressa Barbara Scozzi del Politecnico di Bari; l’incontro è stato presentato dal presidente di Camera di Commercio Luigi Sportelli.

L’indice BES, adottato dall’ISTAT negli ultimi anni, ha spiegato Filomena Maggino, nasce da un lungo lavoro, anche accademico, che ha avuto la sua definitiva consacrazione dalla Commissione Fitoussi del 2008 “oltre il PIL”. Prevede l’individuazione di una serie di indicatori raccolti in 12 domini che tracciano sensibilità, coesione, capacità relazionali di una comunità intorno alla qualità della vita che si percepisce sul territorio. Da quello che misuriamo nascono le linee guida per progettare e gestire governances in maniera sostenibile.

L’impegno su questo tema del Centro di cultura “G. Lazzati”, Camera di Commercio, Politecnico e Università risale al 2015 quando in un primo incontro con la dottoressa Linda Laura Sabbadini Direttore del Dipartimento ISTAT per le Statistiche Sociali ed Ambientali, si dette inizio ad un momento costruttivo programmatico, generativo. “Non solo PIL”, le categorie quantitative del nostro vivere, ma anche le categorie qualitative, relazionali del convivere furono spiegate e alla luce di esperienze in atto in sede scientifica e accademica (Università di Firenze e Università Bicocca di Milano), si dette inizio ad un impegno sinergico perché, a Taranto, possa nascere tramite l’Università e il Politecnico, una esperienza di formazione permanente e  curriculare per la creazione di mentalità e di capacità, private e pubbliche, idonee ad incrementare una radicata cultura della vivibilità del territorio. La professoressa Barbara Scozzi, con competenza e passione ha presentato il Corso di Alta formazione che partirà a Taranto dal prossimo anno. Un ciclo di seminari completato da 5 laboratori ed un project work, per formare “figure capaci di definire politiche di sviluppo urbano intelligenti sostenibili e inclusive e di monitorare ed implementare le relative pratiche”. Il corso è rivolto agli amministratori e dipendenti delle pubbliche amministrazioni e a giovani laureati.

Centrale, per comprendere le strategie operative di un nuovo modello di sviluppo, è stato l’intervento del dott. Michele Dau che ha tratteggiato l’attuale situazione di crisi economica a livello globale ed i limiti delle possibili vie d’uscita a partire da quelle di tipo liberistico, ormai ampiamente bocciate da un periodo di crisi che non accenna ad allentare la presa. “Il governo della globalizzazione fino ad ora è stato inadeguato e le sfide del clima e dell’emigrazione del Sud del mondo fanno intravedere difficoltà sempre crescenti per la vecchia Europa. Senza nuova ricchezza non si saldano le diseguaglianze, e per innescare un nuovo processo di crescita bisogna spostare l’accento dalla quantità alla qualità, come dire dal Pil al Bes”. Ma non basta l’analisi, occorre un cambiamento culturale che consenta di migliorare la qualità istituzionale e politica delle attuali democrazie e di ridurre la frammentazione del corpo sociale. “Il pluralismo è una forza – ha detto Dau – senza una capacità inclusiva e partecipativa della società non c’è coesione e ciò impedisce anche un sano sviluppo produttivo”.

Il presidente del Centro di cultura prof. Domenico Amalfitano ha concluso i lavori sottolineando quanto il lavoro condiviso con la Camera di Commercio sui temi dell’Economia civile in questi anni, stia portando lentamente il territorio jonico a comprendere i termini della profonda crisi in atto e a percepire la sfida ad essere un laboratorio costruttivo per un nuovo modello di sviluppo.

XIII° Meeting della Cittadinanza Piena ed Universale – Latiano

Fervono i preparativi per la 13esima edizione del Meeting della Cittadinanza Piena ed Universale,  che si terrà a Latiano, dal 24 al 29 ottobre 2016, presso il Palazzo Imperiali.
La Fondazione Opera Beato Bartolo Longo, in collaborazione con la città di Latiano, con il patrocinio della città di Pompei, della Regione Puglia, dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, e di diversi Enti, promuove il Meeting sul tema “Dalla CULTURA DELLO SCARTO al WELFARE COMMUNITY.  Dialogo, Sussidiarietà, Cooperazione”. Continua la lettura di XIII° Meeting della Cittadinanza Piena ed Universale – Latiano

Taranto ricorda Aldo Moro nel centenario della nascita

Maria Silvestrini

Un reading teatrale con toccanti intermezzi musicali nella Chiesa di San Pasquale al Borgo è stato la suggestiva modalità con cui, nella città di Taranto, è stato ricordato Aldo Moro nel centenario della nascita. Due voci straordinariamente ampie e limpide, un Continua la lettura di Taranto ricorda Aldo Moro nel centenario della nascita

A lezione di Economia civile: una Summer school per docenti

Tre giornate di formazione dal 7 al 9 settembre a Casa San Paolo a Martina Franca

L’appuntamento con la riapertura delle scuole è a breve, presidi e docenti sono al lavoro per l’organizzazione che delinea tanti cambiamenti. Il mondo cambia e anche gli obiettivi della formazione sono in costante evoluzione. Per tutti già dallo scorso anno c’è un appuntamento molto particolare:quello con la Summer school di Economia civile  proposta dal Centro di cultura Lazzati in collaborazione con la SEC di Loppiano e sostenuta dalla Camera di Commercio di Taranto. Un corso che entra nello specifico di un cambiamento di mentalità nell’approccio ai problemi dello sviluppo economico e sociale del territorio, che richiede una cittadinanza attiva e consapevole del proprio ruolo.

La Puglia si propone come un laboratorio sperimentale in un’ottica di sostenibilità ambientale, sociale e certamente anche economica. Non solo si può, ma si deve creare un nuovo modo di fare impresa nel quale trovino posto, accanto alla imprese for profit, anche tutte quelle forme nelle quali l’elemento della relazionalità è tratto caratteristico dell’agire sociale. Un approccio in cui la sfida antropologica e quella ambientale sono motivazioni forti per un modo diverso di pensare consumi, produzione e mercato. Una sfida che si può vincere solo creando dal basso, fra i giovani, una progettualità che sia un “vivere con gli altri” esprimendo la volontà di riformare dall’interno il sistema sociale ed economico.

La scuola dunque al centro del cambiamento civile, incubatore di cittadinanza attiva e di imprese sostenibili. Supportare studenti e docenti a divenire figure protagoniste nello sviluppo del territorio, attraverso strumenti e mezzi propri per la crescita del Benessere Equo Sostenibile (BES) è l’obiettivo del corso di formazione per docenti che dal 7 al 9 settembre (secondo il programma allegato) si terrà a Casa San Paolo a Martina Franca con la presenza di due importanti esponenti della Scuola di Economia civile italiana: Leonardo Becchetti (Università di Tor Vergata- Roma) e Luigino Bruni (LUMSA – Roma).

Novità di quest’anno “La Giornata dell’alternanza” dedicata alle innovazioni inserite nel 2015 dal Decreto sulla Buona Scuola, con la presenza dei Dirigenti del Ministero dell’Istruzione Antonio Scinicariello e Fabrizio Proietti e del coordinatore del Comitato scientifico della Rivista “Tuttoscuola” Alfonso Rubinacci. Anche attraverso gli obiettivi dell’alternanza scuola lavoro l’idea di impresa sostenibile trova il suo spazio come palestra innovativa di apprendimento al saper fare. Il primo deficit del contesto jonico è la carenza di un sano spirito imprenditoriale: le nostre start up sono solo 18 contro le 111 di Bari e le 56 di Lecce, segno che occorre indicare nell’impresa una concreta possibilità di futuro personale e pubblico. Per creare un’impresa, immaginare start up, comprendere le difficoltà di un percorso, cominciare a scuola è certamente positivo, non tutti saranno portati ad essere imprenditori di se stessi ma tutti saranno in grado di acquisire competenze specifiche in campo ambientale, sociale ed economico che saranno utili ed importanti in qualsiasi contesto lavorativo. Già molte scuole hanno accolto con favore le proposte del Centro di Cultura “G. Lazzati” per una nuova economia, un progetto che diventa attuabile solo con una seria formazione dei docenti.

AMEC info@amectaranto.it
SEC tel. 380/150.95.45
tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00
segreteria@scuoladieconomiacivile.it
www.scuoladieconomiacivile.it
www.amectaranto.it

Io sono tu: credereste di fare economia rispettando l’ambiente e voi stessi?

a cura dei partecipanti alla VII Summer School di Economia Civile (Gruppo TA-Vola di Economia civile)

160727 Martina Franca Amec partecipanti 5 ridNon si può fare la nostra felicità senza fare quella degli altri” è questo il leitmotiv della 7° edizione della Summer School di Economia Civile promossa dall’AMEC (Accademia Mediterranea di Economia Civile). Un gruppo di trenta giovani menti si è dato appuntamento a Martina Franca ( Ta ), dal 26 al 30 Luglio, per approfondire tematiche riguardanti un nuovo modo di fare economia che mette al centro l’uomo.

L’AMEC è una realtà aperta a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, esaltando le 160727 Martina Franca Amec partecipanti 4 ridpotenzialità del territorio che lo circonda e mettendo in relazione le forze che rispondono all’appello. Cooperazione, unione, fiducia, gratuità: queste sono solo alcune delle parole chiave di questa esperienza.

Credereste di fare economia rispettando l’ambiente e voi stessi?
Noi studenti dell’Accademia, incontrando personalità come i Proff. Luigino Bruni, Vittorio Pelligra, Johnny Dotti, lo scrittore-giornalista Alessandro Leogrande, e seguendo l’esempio di “imprenditori innovativi”, crediamo possibile realizzare un nuovo paradigma di business che abbia come obiettivo la sostenibilità economica realizzabile attraverso la conservazione dei genius-loci, la rigenerazione del territorio e le relazioni basate sulla fiducia. Un esempio? le B-Corp, come NATIVALAB, ovvero imprese for profit che utilizzano il business come forza positiva in risposta allo sconforto della crisi e alla massimizzazione del profitto.

160727 Martina Franca Amec partecipanti 3 ridUno degli elementi di forza del nostro territorio è Vincenza Monteforte, donna dotata di carisma e forte personalità, che non ha rinunciato ai propri sogni fondando una Galleria d’Arte aperta ad artisti, che siano acerbi scultori o veterani della pennellata.

Il bene comune rappresenta l’emblema della felicità: attraversa il Noi. Il rispetto ambientale è la strada per coltivare l’anima. L’ obiettivo? LA FELICITA’ PUBBLICA, intesa come premio della virtù legata alla vita in comune e alla fiducia nell’altro.

Questa esperienza ci ha permesso di riscoprire l’importanza del valore delle relazioni, dell’agire insieme passando dall’ IO al NOI, della convinzione di idee e competenze al fine di essere migliori per il mondo.

Se un uomo sogna da solo, il sogno resta un sogno, ma quando tanti uomini sognano la stessa cosa il Sogno diventa realtà” (Mons. Helder Camara).

Partecipa alla campagna di Crowdfunding dell’AMEC

Abbiamo bisogno del tuo contributo per dare questa opportunità ad altri giovani, perché i nostri territori hanno bisogno di imprese etiche e di cittadini responsabili! Sostienici!!risorgimentilab

Partecipa alla campagna di Crowdfunding  sul sito Risorgimentilab.it, la piattaforma per lo sviluppo di progetti di innovazione sociale .

http://risorgimentilab.it/crowdfunding/25-sociale/46-amec-accademia-mediterranea-di-e
Basta anche un piccolo contributo da ognuno, per giungere grandi risultati!

5 , 20 , 30 , 100 o 200 € , scegli tu liberamente e riceverai un dono per ringraziarti:

Scelta ricompense

Dona € 5 o piu’: Grazie – Riceverai un grazie da tutti i partecipanti alla Scuola di Economia Civile sul sito web dell’Accademia.

Dona € 20 o piu’ : Vesti l’Economia Civile – Tutte le ricompense di cui sopra + Maglietta dell’ Economia Civile

Dona € 30 o piu’: Cucina Fatù – Tutte le ricompense di cui sopra + Cena o Pranzo alla Cucina Fa-Tù (http://www.lascuoladibollentispiriti.it/project-work/cucina-fatu)

Dona € 100 o piu’: Una giornata con l’Economia Civile – Tutte le ricompense di cui sopra + una giornata alla scuola di Economia Civile

Dona € 200 o piu’: Supporter dell’Economia Civile – Tutte le ricompense di cui sopra + Partecipazione a giornata del seminario invernale comprensiva di visita aziendale e convegno pubblico

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Abbiamo deciso di percorrere una strada alternativa sia al finanziamento pubblico che a quello privato.

Sostenere un progetto è semplice. Occorre registrarsi alla Piattaforma, effettuare il login, selezionare il progetto di Crowdfunding che si vuole sostenere, scegliere il taglio della donazione e la relativa ricompensa, cliccare su “Dona” e seguire le indicazioni.

Per fare le donazioni si possono utilizzare i più comuni metodi di pagamento tra cui Carte di Credito e Paypal.

La volontà di mettere al centro le persone anche nel processo di fundraising per dare vita a una comunità e promuovere l’Economia Civile, favorendo l’interazione di tutti i cittadini. Una strada che vuole favorire l’incontro tra le competenze e  istanze sollevate dalla collettività.

Il progetto ”Accademia Mediterranea di Economia Civile”, è un percorso annuale giunto alla VII edizione nella quiete di Casa San Paolo a Martina Franca; si presenta ormai come un percorso formativo capace di proporre un nuovo modello di sviluppo e di impresa in cui le categorie del dono, dello scambio di beni relazionali, di centralità della persona, possono divenire fattori di competitività e di innovazione economica.

Filosofia? No, Economia Civile! Perché il PIL non può spiegare tutto.25